Visualizzazione post con etichetta Anniversari rock. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Anniversari rock. Mostra tutti i post

martedì 26 agosto 2014

Quel giorno in cui Slowhand suonò con Skydog

Da sinistra a destra: Eric Clapton e Duane Allman
È l’agosto 1970, Eric Clapton si trova ai Criteria Studios di Miami con la sua nuova band, i Derek and the Dominos. Le session per la registrazione del loro primo album erano iniziate da qualche giorno ma, malgrado la quantità di talento presente in studio, l’ispirazione latitava.
Così, il 25 agosto, per cercare di dare una spinta al gruppo, il produttore Tom Dowd decide di portare Eric a vedere un concerto degli Allman Brothers, per cui Tom stava producendo l’album “Idlewild South”.
Il chitarrista inglese resta subito affascinato dal suono della chitarra di Duane Allman che, a sua volta, rimane scioccato di vedere uno dei suoi idoli tra il pubblico. Dowd ricorda: «Duane è nel bel mezzo di un assolo quando apre gli occhi e guarda in basso, immediatamente sbianca e smette di suonare. Dickey Betts, l’altro chitarrista della band, sente che Duane ha 
Duane Allman
interrotto l’assolo e pensa che abbia rotto una corda o qualcosa di simile, così fa per subentrargli nell’assolo ma poi abbassa lo sguardo e vede Eric, così volta le spalle spalle al pubblico e non ci pensa proprio a suonare… Fu così che Eric e Duane si videro per la prima volta».
Finito il concerto Clapton invita tutti gli Allman Brother ai Criteria per una jam. La session dura fino alla mattina del 26 agosto e, riponendo gli strumenti nelle custodie, Duane chiede ad Eric se possa essere presente, come osservatore, alle incisioni dei Derek and the Dominos, la risposta dell’inglese non si fa attendere: «Certo, ma porta la tua chitarra così suoniamo».
Il 28 agosto Duane si unisce al resto della band: Bobby Whitlock (tastiere e voce), Jim Gordon (batteria) e Carl Radle (basso) e nasce subito la magia, il primo brano che provano assieme è “Tell The Truth”.
Eric Clapton
Alla fine Allman verrà accreditato solamente in due brani, la cover di Jimmy Cox "Nobody Knows You When You're Down and Out" e "Thorn Tree in the Garden" anche se il suo contributo al disco è molto più importante e profondo di quanto le carte e i crediti non dicano.
Alla fine delle registrazioni Clapton provò anche ‘rubare’ il chitarrista alla sua band di origine per portarlo in tour, ma Duane rimase fedele ai suoi confratelli musicali e declinò l’invito.
Alla morte del genio della sei corde  americano, il 29 ottobre 1971 in un incidente motociclistico, Eric dichiarerà: «Duane era il fratello musicale che non ho mai avuto ma che avrei sempre voluto».
La copertina di “Layla and Other Assorted Love Songs”
Piccola nota a margine, la mitica jam della notte del 25 agosto ha visto le stampe solo venti anni dopo la pubblicazione del disco “Layla and Other Assorted Love Songs”. Potete ascoltarne alcuni stralci nel secondo CD di “The Layla Sessions: 20th Anniversary Edition” del 1990.

Gualtiero 'BigG' Tronconi

sabato 23 agosto 2014

Keith, the beast…

«Ho sempre detto di essere stato un batterista da ben prima di averne una. Ero un batterista mentale».
Keith Moon

Il 23 agosto del 1946 al Central Middlesex Hospital nacquero parecchi bambini ma solo uno era destinato a rivoluzionare il mondo della batteria rock.
I suoi genitori si chiamavano Alfred Charles e Kathleen Winifred e lui fu registrato all’anagrafe come Keith John Moon.
Una volta cresciuto e affrontate le scuole, le cose per il piccolo Keith iniziano ad andare maluccio, di lui dicono: l’insegnante d'arte «Ritardato artisticamente e idiota in altri aspetti», mentre il suo maestro di musica scrisse «Ha grande capacità, ma deve difendersi dalla tendenza a strafare».
I primi incontri, o forse scontri, con la musica avvengono tramite l’orchestra della Sea Cadet Corps nella quale Keith inizia come trombettista per passare poi alla batteria, nasce così l’amore tra Moon e le percussioni.
Grazie agli studi al Harrow Technical College il giovane musicista riesce anche a trovare lavoro come riparatore di radio e comprarsi così la prima batteria.
A questo punto inizia un periodo di studio sullo strumento con Carlo Little, degli Screaming Lord Sutch, come insegnante che lo accompagna attraverso i ritmi jazz, surf, R&B. Tra i suoi idoli dell’epoca ci sono Gene Krupa, DJ Fontana e i Beach Boys, per i quali nutre una vera e propria ossessione.
Dopo un periodo di apprendistato in varie band di Londra e dintorni, Keith Moon trova la sua casa tra le fila degli Who dove sostituisce la ‘cometa’ Doug Sandom.
Come si suol dire: il resto è storia…

Gualtiero 'BigG' Tronconi

venerdì 22 agosto 2014

Sei copertine sono meglio di una...

I 'Four Symbols' di "Led Zeppelin IV"
Qualche tempo fa vi ho scritto della mia passione per le copertine dei dischi. Oggi cade l’anniversario dell’uscita di una cover che ha fatto storia e scuola: “In Through The Out Door” dei Led Zeppelin.
La band inglese non era nuova a pubblicare copertine insolite e, quantomeno, criptiche. Basti pensare a “Led Zeppelin III” con la possibilità di cambiare elementi della cover ruotando dei dischi dentro di essa. Oppure “Led Zeppelin IV” dove addirittura il nome della band non compare proprio e al suo posto troviamo i famosi ‘four symbols’.
Dal successivo “Houses Of The Holy”, Jimmy Page e soci iniziano una proficua collaborazione con quei geni dello studio Hipgnosis. Proprio Storm Thorgerson, fondatore dello studio, sviluppò il concept per l’ultimo album in studio della band inglese.
Il packaging originale di "In Through The Out Door"
Il disco veniva venduto in una busta di carta giallognola, simile a quella di un pacco postale, con il nome del gruppo e il titolo stampati come un timbro.
La copertina vera e propria, o meglio, le copertine vere e proprie, esistono difatti sei versioni differenti, rappresentavano sette personaggi in un bar. In ognuna delle versioni cambia il punto di vista, ogni volta è quello di uno dei personaggi presenti nella foto, il settimo punto di vista, quello dell’uomo con il completo bianco seduto al banco, è invece riportato in due immagini sulla busta interna.
Altra caratteristica grafica e il trattamento ‘seppia/colore’ delle immagini. Gran parte della foto è in fatti virata seppia, ma c’è sempre una pennellata, o un colpo di spugna, che elimina il viraggio su parte dell’immagine e ne rileva i colori originali.
Le sei copertine
Questo tipo di lavorazione era stato pensato da Thorgerson per dare l’idea di ‘una mano di colore’ su qualcosa di più antico, come ad indicare che questo disco dava il via a una nuova linea musicale intrapresa dal gruppo.
Un’ultima caratteristica unica della grafica, non della copertina, riguarda la busta interna, quella con le foto dal punto di vista dell’uomo al bancone, nella prima edizione le immagini era in bianco e nero ma si coloravano se inumidite. Questa caratteristica non veniva spiegata da nessuna parte nel disco, era lasciata come sorpresa (un easter egg ante litteram) per gli ascoltatori.
La busta interna del disco, 'colorata' ad acqua...
Ovviamente, il fatto di non poter sapere quale copertina di sarebbe capitata comprando il disco diede il via a una serie di acquisti selvaggi e di scambi ‘tipo figurine’ tra i collezionisti e i fan, con il risultato che un operazione comunicativa di spessore e fortemente innovativa si dimostrò anche un’ottima azione di marketing.

Gualtiero ‘BigG’ Tronconi

Almanacco Rock del 22 agosto


1906 - La Victor Talking Machine Company, con sede a Camden, New Jersey, inizia la produzione del primo giradischi per il mercato di massa al mondo, il Victrola. Prezzo: $ 200.

John Lee Hooker
1917 - nasce in Mississippi il ‘padre del blues’, e re del 'talkin' blues', John Lee Hooker.

1958 - a Londra, vede la luce Vernon Reid che poi diventerà fondatore e chitarrista dei Living Colour.

1962 - I Beatles vengono ripresi durante una performance all'ora di pranzo al Cavern Club di Liverpool per la Granada Television. Tuttavia, il filmato viene giudicato troppo sgranato per essere mostrato, quindi Granada lo archivia fino a quando il gruppo non diventa famoso. Verrà trasmesso per la prima volta il 6 novembre 1963.

1963 - la cantautrice e pianista Tori Amos nasce a Newton, North Carolina (USA).

"Eleanor Rigby" dei Beatles nell'edizione USA
1966 - i Beatles lanciano sul mercato "Eleanor Rigby".

1967 - Layne Staley, co-fondatore, co-autore e cantante di Alice in Chains, nasce a Kirkland, Washington; morirà il 5 Aprile 2002 per un mix di eroina e cocaina.

I Derek and the Dominos, da sinistra a destra: Jim Gordon, Carl Radle, Bobby Whitlock e Eric Clapton
1970 -  il supper gruppo formato da Eric Clapton, Bobby Whitlock, Carl Radle, Jim Gordon e la partecipazione di Duane Allman, i Derek and the Dominos, iniziano a lavorare al loro unico album in studio: “Layla and Other Assorted Love Songs”.

1970 - i Moody Blues raggiungono la vetta delle classifiche UK con il loro album “A Question of Balance”.

1977 - Peter Frampton suona al primo di tre concerti sold out al Madison Square Garden di NYC.

1979 - i Led Zeppelin pubblicano il loro ultimo album in studio: “In through the Out Door”.

1983 - i Police arrivano sul mercato con "King of Pain".


1987 - gli headliner del Monsters of Rock Festival a Donington (UK) sono i Bon Jovi.

1997 - gli U2 si esibiscono nella prima di due serate sold out al Wembley Stadium di Londra.  Durante i bis eseguono un medley di ben sei canzoni.

Il 'padrino del soul', James Brown
2008 - La città di Augusta, in Georgia, intitola il suo Centro Civico al suo figlio prediletto, e più famoso, Mr. James Brown.

giovedì 21 agosto 2014

In ricordo di Joe Strummer (21/8/1952 - 22/12/2002)

Nasceva il 21 agosto di sessantadue anni fa il cantante, chitarrista e libero pensatore Joe Strummer (The 101ers, The Clash, The Latino Rockabilly War, The Pogues, The Mescaleros). Per ricordarlo ho pensato di estrapolare un pensiero sui Clash espresso da Pete Townshend (The Who) alcuni anni fa. Eccolo:
«Il lavoro dei Clash echeggiva in qualche modo ciò che gli Who avevano fatto negli anni Sessanta traendo spunto da quello che accadeva tutto intorno. Mi riferisco a quell'atmosfera di malcontento, frustrazione, disaffezione diffusa nel dopoguerra cioè il senso profondo e inguaribile di depressione o rabbia causati dal fallimento delle riforme riguardanti l'assistenza sanitaria e il sussidio di disoccupazione istituite nell'immediato dopoguerra. Quelle riforme furono un'idea del movimento laburista che non si oppose quando ci fu un inevitabile e sbalorditivo aumento delle tasse. Era inevitabile che dei giovani istruiti, colti e consapevoli come i Clash si sentissero costretti a voltare le spalle sia alla destra che alla sinistra, dando l'impressione di essere anarchici. I Clash erano dei poeti. In quanto artisti che lavoravano nel campo della musica pop rock erano completamente liberi di esprimere e riflettere il loro disagio nei confronti del mondo che li circondava. E soprattutto avevano il coraggio di esplicitare un profondo rammarico perché le band che li avevano preceduti – inclusi gli Who – non erano state abbastanza militanti».
(Pete Towshendbrano estratto da “The Clash – Death or Glory” di Pat GilbertFazi Editore 2006)
A seguire, 
potrete trovare il link a un'interessante intervista che Joe Strummer rilasciò nel 1999. 
L'intervista è stata ripubblicata integralmente dallo scrittore piemontese Giuseppe Culicchia all'interno del proprio sito.


Maurizio Principato

mercoledì 20 agosto 2014

Una voce oltre il tempo

Ci sono delle voci che segnano il loro tempo. Delle voci che vanno anche al di là di quel tempo e restano, come una pietra miliare ciglio di quella strada chiamata Storia del Rock.
Una di queste voci nacque, sotto il nome di Robert Anthony Plant, il 20 agosto del 1948. La città era West Bromwich, nello Staffordshire (UK), e i suoi genitori erano Robert C. Plant, un ingegnere civile, e Annie C. Plant, una donna di origini gipsy.
La passione per la musica, il blues in particolare, si manifestò presto nel giovane Plant che, già ai tempi delle scuole secondarie, ‘nutriva’ la sua voce ascoltando Willie Dixon e Robert Johnson.
Tanta era la passione per il blues che Robert non riusciva a pensare ad altro e studiare era proprio fuori discussione, così fini per abbandonare il college per entrare a far parte della scena blues inglese. Lui stesso ricorda: «Ho lasciato casa che avevo 16 anni e ho cominciato il mio apprendistato musicale passando da un gruppo all’altro e ascoltando, e suonando, tutto quello che potevo».
La gavetta passo per una miriade di band e ancor più serate a suonare nei pub riuscendo così a farsi un nome come cantante blues, tanto da essere chiamato prima nei The Crawling King Snake, con alla batteria un altro giovane di ottime speranze chiamato John Bonham, e poi, sempre con John, nei Band Of Joy che univano blues e psichedelia.
Nel frattempo un chitarrista londinese di nome Jimmy Page, cresciuto negli studi di registrazione a suon di session (al suo attivo aveva centinaia di registrazioni in dischi di altrettanti artisti), era arrivato ad essere l’unico ‘erede’ del prestigioso marchio Yardbirds e stava cercando un bassista, un batterista e una voce per continuare a suonare.
Robert aveva lanciato il suo nuovo progetto, gli Hobstweedle, quando Page gli propose un provino.
Ozzy Osbourne, conoscente di Plant da molti anni, ricorda così il racconto di Robert: «Incontrammo Robert fuori dal grande magazzino del paese e ci disse che aveva ricevuto una proposta da parte degli Yardbirds di Jimmy Page, ma forse non avrebbe accettato perché i suoi Hobstweedle, il nome più stupido del mondo, avevano un gran potenziale».
In realtà Robert entrò nei New Yardbirds (come dovevano chiamarsi all’inizio) portando in dono anche un fantastico batterista, il suo amico John ‘Bonzo’ Bonham, ai quali si aggiunge una vecchia conoscenza di Page al basso, John Paul Jones, altro veterano degli studi londinesi.
Nacquero così i Led Zeppelin e la voce di Plant ebbe finalmente una rampa di lancio per decollare verso l’Olimpo del Rock.

Gualtiero 'BigG' Tronconi

martedì 19 agosto 2014

Almanacco Rock del 19 agosto

1918 - al Century Theatre di New York esordisce il primo musical di un nuovo autore: “Yip Yip Yaphank” scritto da Irving Berlin.

Ginger Backer
1939 - nasce uno dei più grandi batteristi della Storia del Rock: Ginger Baker. Noto ai più per la sua militanza nel super gruppo dei Cream, assieme a Jack Bruce e Eric Clapton.

1945 - nasce il cantante dei Deep Purple (ma anche di “Jesus Christ Superstar”, Black Sabbath) Ian Gillian.

John Deacon
1951 - a Leicester, UK, Lilian da alla luce un bel maschietto, per la giocai di suo marito Arthur. Lo chiameranno John, John Deacon e tutti noi lo conosciamo come il bassista dei Queen.

1969 - Crosby, Stills e Nash fanno una apparizione al Dick Cavett Show, sono i primi partecipanti a Woodstock a comparire in TV dopo il Festival. Nella stessa serà anche Joni Mitchell sarà ospite dello spettacolo e canterà proprio la canzone “Woodstock” scritta in onore del festival, anche se lei non era presente.

Rita 'Delta Lady' Coolidge
1973 - il cantante e attore Kris Kristofferson si sposa con la cantante e corista Rita Coolidge. La Delta Lady, così era conosciuta, fu una delle donne più amate nell’ambiente del rock di quel periodo, tra i suoi spasimanti si possono trovare Joe Coocker,  Leon Russell e due terzi dei CS&N, Graham Nash e Stephen Stills.

1980 - a Toronto circa 1.400 persone si scagliano contro servizio d’ordine e polizia al concerto di Alice Cooper, o meglio, a quello che sarebbe dovuto essere il concerto di Alice, che invece fu cancellato per problemi di salute del cantante.

"Hound Dog" di Elvis Presley
1988 - il brano "Hound Dog”, nell’interpretazione di Elvis Presley viene certificato come quello più suonato nei primi cento anni di vita del jukebox.

1997 - esce “The Dance”, l’album della reunion dei Fleetwood Mac.

sabato 16 agosto 2014

Il Re è morto

«Fino alla prossima volta che ci incontreremo, Dio vi benedica tutti, come ha benedetto me».
Elvis Presley

Il 16 agosto 1977, alle ore 13,30, Ginger Alden entra nel bagno personale di Elvis è lo trova riverso sul pavimento, agonizzante.
Nonostante l’intervento dei paramedici e il trasporto al Baptist Memorial Hospital di Memphis, alle 15,00 Elvis Aaron Presley viene definitivamente dichiarato morto, aveva solo 42 anni.
La notizia parte da Graceland, residenza privata del Re, è fa il giro del mondo lasciando gli innumerevoli fan, ma anche chi non lo è, basito e sconvolto.
Solo un’ora dopo la morte di Elvis, circa un migliaio di persone si accalcano fuori dai cancelli di Graceland. Ora della tarda serata saranno più di ottantamila.
Elvis era il Re, la storia del Rock, ma anche della musica in generale e della società americana, più essere tranquillamente divisa in un era pre-Elvis e una post-Elvis.
Per dirla come Keith Richards: «Prima di Elvis il mondo era in bianco e nero. Poi è arrivato... ed ecco un grandioso technicolor».

Gualtiero ‘BigG’ Tronconi

«La sua era l'unica voce che avrei voluto, tra tutte quelle dei cantanti di musica pop».
Placido Domingo

«Non hai idea di quanto grande sia, davvero non lo sai. Non puoi capirlo - è assolutamente impossibile. Non posso dirti perché è così grande, ma lui lo è».
Phil Spector

«Quella sera al "Eagle's Nest", mi ricordo, stava suonando una chitarra acustica Martin D-18 ed era vestito all'ultima moda ma la cosa che ho davvero notato però, era il suo modo di suonare la chitarra. Elvis era un chitarrista ritmico favoloso. Aveva iniziato con "That's All Right", con la sua chitarra, da sola, e non voleva sentire niente altro».
Johnny Cash

«Una volta, tutto ciò che sapevamo su Elvis era che cantava come un figlio di puttana; e questo era tutto ciò che contava. Andavi a fare benzina e alla stazione di servizio sentivi Elvis cantare "Surrender”. Il mistero era tutto per quel ragazzo; la voce, il mistero e il non sapere E penso che la cosa bella di tutto ciò che si sente alla radio è che non si vuole sapere troppo».
Robert Plant

«Elvis ha cambiato la scena musicale del paese un bel po'; ha quasi messo musica country fuori mercato».
Chet Atkins

«Insieme al resto dei Deep Purple, una volta ho avuto la possibilità di incontrare Elvis. Per un giovane cantante come me, era un'ispirazione assoluta. Ho assorbito quello che ha fatto come carta assorbente. È lo stesso che essere a scuola, si impara copiando il maestro. La sua personalità era estremamente accattivante, nelle sue interviste erano molto schivo ma era anche dolce e generoso nel lodare gli altri. Aveva un’abilità tecnica naturale, ma c'era qualcosa nell’umanità della sua voce. I primi documenti registrati per l'etichetta Sun Records sono ancora incredibili e il motivo è semplice: è stato il più grande cantante che abbia mai vissuto».
Ian Gillan

«Era un artista unico nel suo genere - unico originale in un mercato di imitatori».
Mick Jagger

«Forse l'unica altra voce mi toccò oltre quella di Luciano Pavarotti, è stata la La voce di Elvis Presley; vederlo dal vivo come ho fatto insieme a Carl di Palmer e Keith di Emerson, sia nel 1971 che nel 1976, è stata un'esperienza assolutamente incredibile e mozzafiato; come Pavarotti, Presley aveva il potere di ridurre la maggior parte delle persone alle lacrime molto rapidamente e di portarli a riflettere molto attentamente sulle loro credenze spirituali interiori; per quanto riguarda il canto, la voce umana è una questione di espressione della passione nella comprensione della condizione umana e, avendoli sentiti cantare entrambi, mi sono reso conto che erano entrambi in grado di esprimere più sentimenti, con le loro voci, di quanto avessi mai pensato possibile».
Greg Lake

«Grazie a Elvis ho deciso di interessarmi alla musica. Sono sempre stato un suo fan fin da ragazzo».
Elton John

«Ricordo Elvis quando era un ragazzo ai Sun Studios. Ho pensato subito che avesse un tremendo talento... Il suo fraseggio, il suo approccio alle canzoni era unico... come Sinatra. Io ero un grandissimo fan e, quando era in vita, pensavo che la sua inventiva non avesse fine».
B.B. King

«Io non ero solo un suo fan, ero suo fratello. Elvis è stato un gran lavoratore e il Signore lo amava. L'ultima volta che l'ho visto a Graceland, abbiamo cantato del gospel insieme. Gli voglio bene e spero di incontrarlo nell'aldilà».
James Brown

«La sua musica è fatta da deficienti che cantano testi maliziosi, lascivi, per parlare chiaramente: sporchi. Ha finito con il diventare la marcetta di ogni furfante sulla faccia della terra. È la più brutale, brutta, disperata, perversa forma di espressione che io abbia avuto la sfortuna di ascoltare».
Frank Sinatra

«Con Elvis abbiamo avuto il pacchetto completo; è tutto lì, in quella voce e in quel corpo elastici. Come ha cambiato forma, così ha fatto il mondo. Nelle sue ultime esibizioni aveva una voce ancora più grande del suo intestino, e tu piangevi mentre il messia della musica cantava il suo cuore stanco, trasformando i casinò in tempio. Penso che il periodo Vegas sia sottovalutato. Lo trovo il più emozionante. A quel punto Elvis non era chiaramente in controllo della propria vita, e c'è questo incredibile pathos. La grande voce lirica degli ultimi anni mi tocca davvero nel profondo».
Bono

«Ci sono stati molti ragazzi in gamba, molti pretendenti, ma c'è stato un solo Re».
Bruce Springsteen

Almanacco Rock del 16 agosto

1938 - Muore Robert Johnson.

1957 - gli Everly Brothers registrano "Wake Up Little Susie".

'Little' Stevie Wonder
1962 - un giovane prodigio dell’armonica, proveniente da Detroit, pubblica il suo primo singolo "(I Call It Pretty Music, But...) The Old People Call It The Blues”. Il suo nome è 'Little' Stevie Wonder e al suo fianco, alla batteria, c’è un altro esordiente di nome Marvin Gaye. Il brano non entrò mai in classifica.

1962 - Ringo Starr è, ufficialmente, il nuovo batterista dei Beatles, rimpiazzando Pete Best.

"Last Train to Clarksville" dei Monkees
1966 - i Monkees pubblicano il loro primo singolo: "Last Train to Clarksville".

1968 - i Jackson 5 hanno il loro debutto sul palco aprendo per le Supremes al Forum di Los Angeles.

1969 - Creedence Clearwater Revival, The Who, Jefferson Airplane, Santana, Sly & the Family Stone, Janis Joplin, Canned Heat, John Sebastian, Mountain, Country Joe McDonald, The Incredible String BandThe Keef Hartley Band e Quill suonano al Festival di Woodstock.

1974 - i Ramones si esibiscono per la prima volta sul palco del CBGB a New York City.

Da sinistra a destra Phil Collins e Peter Gabriel
1975 - Peter Gabriel il suo abbandono dei Genesis per iniziare una carriera solista.

1977 - Muore Elvis Presley.

1980 - il batterista Cozy Powell lascia i Rainbow

Rick Allen dei Def Leppard
1986 - Rick Allen torna dietro la batteria dei Def Leppard per la prima volta in un concerto dopo l’incidente in cui aveva perso il braccio sinistro.

venerdì 15 agosto 2014

Il Maharaja della tastiera


Il 15 agosto 1925 nasceva a Montréal, in Canada, uno dei più grandi pianisti jazz della stira: Oscar Emmanuel Peterson.
Nella sua vita Peterson ha inciso più di 200 dischi e vinto otto Grammy Awards, affiancando tutti i grandi nomi del jazz, artisti come: Ella Fitzgerald, Lester Young, Anita O'Day, Stan Getz e Louis Armstrong.
Le sue grandi doti tecniche e lo swing che lo caratterizzava gli avevano frutta il soprannome, coniato niente meno che da Duke Ellington, di "Maharaja of the keyboard”.
Oscar si spense il 23 dicembre del 2007 a Mississauga, in Canada, dopo una carriera di oltre sessant’anni.

In questo video lo vediamo, accompagnato da Berney Kessel alla chitarra e da Niels-Henning Orsted Pedersen al basso, sul palco del mitico Ronnie Scotts di Londra nel 1974.

Oscar Peterson and Barney Kessel - Watch What Happens


An Aquarian Exposition

Il 15 agosto del 1969 iniziava il più grande evento musicale della storia, il Woodstock Festival.
Della sua importanza, nel bene e nel male, si è scritto è parlato ovunque e non vogliamo desiarvi con ulteriori cronache, ci piacerebbe solo riportare le parole di un po’ di personaggi presenti all’evento e ricordare chi calco le assi di quel palco.

Venerdì, 15 agosto

Richie Havens                 5:07 pm – 7:00 pm
Swami Satchidananda 7:10 pm – 7:20 pm
Sweetwater                 7:30 pm – 8:10 pm
Bert Sommer                 8:20 pm – 9:15 pm
Tim Hardin                 9:20 pm – 9:45 pm
Ravi Shankar                10:00 pm – 10:35 pm
Melanie                        10:50 pm – 11:20 pm
Arlo Guthrie                11:55 pm – 12:25 am
Joan Baez                12:55 am – 2:00 am

«Quando ho suonato a Woodstock... Non dimenticherò mai quel momento, guardando centinaia di migliaia di persone, il mare di umanità, tutte quelle persone unite in un modo così unico.  Mi ha toccato in un modo che non dimenticherò mai».
Edgar Winter 

«Descrivere Woodstock come il 'big bang', penso che sia corretto , perché la cosa importante non è quante persone ci fossero o che si suono un sacco di musica davvero meravigliosa».
David Crosby 

«Woodstock era sia una protesta pacifica che una celebrazione globale».
Richie Havens 

«Woodstock è così famoso perché questo paese è così incentrato sulla quantità. È stato grande. Mezzo milione di persone non significano necessariamente che qualcosa sia anche buono. Significa solo che è grande».
Grace Slick 

«Ciò che è accaduto è sono andato a Woodstock come uno  del pubblico. Non mi sono presentato lì con un road manager e un paio di chitarre. Mi presentai con un cambio di vestiti e uno spazzolino da denti».
John Sebastian 

«Ero ammirato da tutti questi hippie, ed è stato meraviglioso suonare a Monterey e a Woodstock, esibendomi per mezzo milione di persone».
Ravi Shankar 

«Ero a Woodstock. Nel fango».
Louis Gossett Jr 

«Woodstock era l'antitesi di ciò in cui l'industria musicale si trasformò in seguito. E se qualcuno cerca di legare un altro festival di Woodstock a uno sponsor antipatico, sarò lì a protestare di nuovo».
Michael Wadleigh 

«È il momento che non dimenticherò mai finché vivrò: a un quarto di miglio di distanza nel buio, sul bordo di questa conca naturale, c'era un ragazzo che sventolava il suo accendino acceso, e nella notte sento, "Non  ti preoccupare John. Siamo con voi ". Ho suonato per il resto dello show solo per quel ragazzo».
John Fogerty

«Si tratta dei più silenziosi e più ben educati 300.000 ragazzi riuniti in un solo posto che si possano immaginare. Non ci sono stati scontri o episodi di violenza di qualsiasi tipo».
Michael Lang

giovedì 14 agosto 2014

Un uomo chiamato 'Croz'

David 'Croz' Crosby
Quando, il 14 agosto 1941 a Los Angeles, nacque David Van Cortlandt Crosby, i suoi genitori, Aliph Van Cortlandt Whitehead e Floyd Crosby, non pensavano certo di aver messo al mondo un uomo che avrebbe segnato la Storia del Rock. Così fu, invece, tanto che David Crosby è stato introdotto nella Rock And Roll Hall of Fame per ben due volte, una per il suo apporto ai Byrds e una per quello con il trio Crosby, Stills & Nash.
Ma facciamo un passo indietro: il signor Floyd Crosby era un addetto alla fotografia, vincitore anche di un Oscar nel 1931 per il film ”Tabù” diretto da  Friedrich Wilhelm Murnau e di un Golden Globe nel 1953 per “Mezzogiorno di fuoco” con la regia di Fred Zinnemann. Inoltre sia lui che la moglie erano eredi di due famose famiglie nobili olandesi il piccolo David nacque così in un mix di nobiltà e mondo dello spettacolo.
Dopo aver interrotto il suo percorso scolastico in California prima della laurea, il giovane Crosby si trasferì al Greenwich Village di New York per entrare a far parte del nascente movimento musicale che lì aveva il suo cuore pulsante. David, che aveva già deciso di intraprendere la carriera musicale, divise così il palco con gente come Bob Dylan.
The Byrds
Intorno al 1963 Crosby incontrò Jim McGuinn e Gene Clark e, con l’arrivo di Michael Clarke, nacque il primo nucleo dei Byrds.
Grazie ai contanti con Dylan a band ebbe l’occasione di registrare una cover del brano “Mr. Tamburine Man” caratterizzata dalla chitarra 12 corde di McGuinn e dalle armonizzazioni vocali dello stesso McGuinn, Crosby e Clark. Il brano divenne un successo clamoroso scalando le classifiche USA e UK nel 1965.
Dopo l’abbandono di Gene Clark, nel 1966, il ruolo di principale compositore della band passò proprio a David che iniziò a creare un proprio stile di scrittura peculiare e caratteristico.
Purtroppo, gli attriti interni al gruppo portarono alla rottura e Crosby si ricordò di quella volta che aveva suonato con Stephen Stills nei Buffalo Springfield, sostituendo Neil Young. I due erano rimasti in ottimi rapporti e si incontrarono per caso ad una festa organizzata da Cass Elliot dei Mamas and the Papas.
Da sinistra a destra: Nash, Crosby e Stills
Il feeling appena avvertito durante i precedenti incontri musicali diventa una realtà e i due decidono di unirsi a Graham Nash per formare un trio. A maggio del 1969 esce il loro primo, omonimo album, e poco tempo dopo, nell’agosto del 1969, quando salgono sul palco di Woodstock, con anche Neil Young, si tratta della loro seconda esibizione live di sempre.
Ma Croz, così è chiamato il baffuto musicista dagli amici, non è solo Byrds e CS&N, la sua carriera solista, iniziata nel 1971 con “If I Could Only Remember My Name”, è altrettanto importante e prestigiosa. Nel gennaio del 2014, dopo la reunion con Stills e Nash (con uno Young come sempre scostante) e alcuni problemi di salute, Crosby ha aggiunto un altro mattone al castello della sua fama con l’album “Croz” in cui trova la complicità di amici come il trombettista jazz Wynton Marsalis e il chitarrista Mark Knopfler.

mercoledì 13 agosto 2014

Almanacco rock del 13 agosto

Robert Johnson in una delle pochissime immagini che esistono di lui
1938 - in un piccolo locale a quindici chilometri da Greenwood Mississippi, sale sul palco per l’ultima volta Robert Johnson. Secondo molti (tra cui Eric Clapton) il musicista più influente dell’ultimo secolo, padre del blues e l’uomo che si narra abbia fatto un patto col Diavolo per avere un incredibile talento alla chitarra in cambio della propria anima. Secondo la leggenda Johnson durante la serata flirtò con la moglie del proprietario del locale che, a fine concerto, gli offrì una bottiglia di whiskey, avvelenato con la stricnina. Dopo tre giorni il bluesman morì.

1948 - nasce a Dallas, in Texas, Scott Powell, cantante e fondatore degli Sha Na Na.

1952 - la cantante blues Willie Mae ‘Big Mama’ Thornton incide a Los Angeles il brano “Hound Dog”, reso poi celebre da Elvis, e molti altri.

1964 - i Kinks entrano per la prima volta nella classifica inglese con il brano “You Really Got Me”, scritto da Ray Davies.

La copertina di "Help!" dei Beatles
1965 - esce sul mercato USA l’album “Help!” dei The Beatles.

1965 - debuttano sul palco del Matrix Club di San Francisco i Jefferson Airplane.

1967 - i Fleetwood Mac salgono per la prima volta su un palco in Gran Bretagna al Windsor Jazz & Blues Festival.

1975 - per la prima volta si parla di Bruce Springsteen a livello nazionale per il primo dei suoi cinque concerti sold-out al Bottom Line di NYC.

Curtis Mayfield
1990 - il cantante, musicista e compositore di music black Curtis Mayfield viene travolto dal crollo di una parte dell’impianto di illuminazione durante un concerto a Brooklyn. Nonostante la colonna vertebrale spezzata e la paralisi dal collo in giù, il musicista continuò ha comporre musica e a cantare, pubblicando anche l’album “New World Order” nel 1997.

1999 - esce nelle sale il film dei Kiss: “Detroit Rock City”.

martedì 12 agosto 2014

Sognando una chitarra rossa

Lo zio Kingsley suonava l’armonica e il piano e Mark passava ore ad ascoltare il suo boogie-woogie sognando di imbracciare una Stratocaster rossa, per essere precisi Fiesta Red, come quella di Hank Marvin, mitico chitarrista degli Shadows.
Purtroppo la Fender costava un capitale, così Louisa Mary e Erwin Knoplfler comprarono al figliolo una più modesta Höfner Super Solid. Felice come una Pasqua, il giovane Mark passò gli anni successivi ad ascoltare Elvis Presley, Chet Atkins, B.B. King, Django Renhardt e James Burton, studiandone la musica e la tecnica, arrivando anche a esibirsi in televisione con una la compagna di classe Sue Hercombe.
Passano gli anni e Mark intraprende gli studi di giornalismo, poi li lascia per fare il reporter al Youkshire Evening Post, per poi tornare a studiare è laurearsi all’Università di Leeds. Proprio in questo periodo Knopfler incide il suo primo demo con brani originali, con lui ci sono Steve Philips alla chitarra ritmica, Dave Johnson al basso e Praul Granger alle percussioni.
Trasferitosi a Londra, Mark inizia a suonare con i Brewes Droop e, proprio in una serata con la band, il chitarrista rivoluziona il suo stile musicale. Si trovavano tutti assieme e volevano suonare qualcosa ma l’unica chitarra a disposizione era una vecchia acustica mal messe, tanto che per riuscire a cavarne qualche nota Mark fu costretto ad abbandonare il plettro e suonarla in finger picking, «Quello è stato il momento in cui ho trovato la mia ‘voce’ sulla chitarra» ricorda Mark.
Intanto, per mantenersi Knopfler inizia ad insegnare come assistente al Loughton College, continuando però a suonare la sera nei pub con il suo gruppo, i Café Racers. Un paio di anni dopo al gruppo di uniscono il fratello di Mark, David e un suo amico, John Illsley.
Da lì a poco la band cambierà il nome in Dire Straits e conquisterà il mondo con alla voce e alla chitarra, una bellissima Fender Stratocaster Fiesta Red, Mark Knopfler.

lunedì 11 agosto 2014

Più famosi di Gesù

È l’11 agosto del 1966 quando il gruppo più famoso del mondo, The Beatles, atterra all’aeroporto O’Hare di Chicago per iniziare un nuovo tour negli USA. Assediati da fan e giornalisti i quattro ragazzi di Liverpool si trasferiscono al Astor Tower Hotel dove si terrà una conferenza stampa.
Le domande iniziano ad arrivare e i musicisti rispondono con arguzia e spirito come al solito finché un giornalista non dirige a John Lennon la fatidica domanda: «È vero che lei ha dichiarato che siete più famosi di Gesù?». La stanza si gela e John, dopo pochi interminabili istanti, conferma.
Non dimentichiamo dove siamo e in che periodo, gli Stati Uniti di metà anni Sessanta, la nazione che più di ogni altra si sente unta dal Signore e dove la grande maggioranza silenziano dei WASP (White/bianco, Anglo-Saxon/anglosassone, Protestant/protestante) detiene il potere con grande fermezza decidendo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Da quel momento fu il panico… Torme di ragazzi iniziarono a bruciare i dischi dei Beatles, molte date del tour vennero cancellate con minacce, neanche troppo velate, verso la band a non farsi più vedere nei paraggi. Tutto questo per una frase, sicuramente male espressa, ma che faceva parte di un discorso più articolato e complesso.
D’altro canto John era l’anima ribelle del gruppo, meno politically correct di Paul e meno ‘trasparente’ di Ringo e George. Dopo mesi di proteste e pubblici anatemi John decise, a malincuore, di ritrattare e scusarsi pubblicamente per la sua infelice sparata.
La cosa comica è che tutto aveva in realtà avuto inizio in Gran Bretagna, per la precisione in una lunga intervista intitolata “Come vive un Beatle? John Lennon vive così” uscita sull’Evening Standard e firmata da una vecchia amica di Lennon, la giornalista Maureen Cleave. Nell’articolo John si dilungava su temi generali e musicali e, a proposito dei suoi appassionati studi di religione, il musicista dichiarò: «Il cristianesimo scomparir. Si ridurrà e svanirà. Non occorre che lo dimostri. Io ho ragione e si vedrà che ho ragione. Adesso noi siamo più popolari di Gesù: non so chi scomparirà per primo, rock 'n' roll o cristianesimo. Gesù andava bene ma i suoi discepoli erano rozzi e ignoranti. Per me è il travisamento che loro hanno fatto che rovina tutto».
Questa affermazione, per quanto forte, in Gran Bretagna passò praticamente inosservata ma, il 29 luglio, una rivista giovanile americana, il Datebook, riporto uno stralcio dell’articolo della Cleave intitolandolo proprio "Non so chi scomparirà per primo--rock 'n' roll o cristianesimo”. Da qui cominciò una vera frattura tra gli USA e i Fab Four, l'episodio fu un punto di svolta per il gruppo; anche se la protesta pubblica non fu affatto così estesa come si potrebbe ricavare dalle sequenze dei cinegiornali che rappresentano giovani che gettano nel fuoco foto pubblicitarie e fodere di dischi.
Negli Stati Uniti, espressioni di indignazione furono più frequenti nel Sud. A Nashville, per esempio, il Ku Klux Klan organizzò una dimostrazione anti-Beatle che radunò 8.000 persone presso il luogo in cui i Beatles tennero due concerti per 24.000 spettatori paganti facendo il tutto esaurito. Al di fuori della Bible belt, tuttavia, le reazioni andarono dal divertimento alla sofisticheria.
Per essere un paese che si basa sulla libertà di parola e di religione ‘l’affare Beatles VS Gesù’ non fu gestito in maniera molto libertaria…

sabato 9 agosto 2014

Almanacco Rock del 09 agosto

1995 - il cantante e chitarrista dei Grateful Dead, Jerry Garcia, muore per un attacco di cuore.

1990 - Flea, bassista, e Chad Smith, batterista, dei Red Hot Chili Peppers vengono obbligati a donare 5.000 dollari ciascuno a un centro di aiuto per donne stuprate da un giudice della Florida. I due erano stati accusati da una studentessa di aver cercato di abbassarle il costume da bagno.
I Queen sul palco del "Magic Tour"
1986 - i Queen chiudono il loro trionfale "Magic Tour" a Knebworth (UK), sarà l'ultima volta che i membri originali della band suoneranno assieme dal vivo.

1984 - gli Iron Maiden partono per un tour di 13 mesi in giro per il mondo. Prima tappa: Varsavia, Polonia.
Il Presidente Carter con, alle spalle, Muddy Waters
1978 - il leggendario bluesman Muddy Waters si esibisce durante un picnic alla Casa Bianca per il Presidente USA Jimmy Carter e alcuni ospiti.


1975 - finalmente gli Eagles riescono a sbancare nella classifica UK, il brano è "One Of These Nights". La band americana non era mai riuscita a imporsi in Gran Bretagna neanche con i songoli di maggior successo negli USA, come "Best Of My Love".

1973 - Paul e Linda McCarteny partono per Lagos, Nigeria, per registrare il nuovo album dei Wings: "Band On The Run". Con loro non ci sono però il chitarrista Henry McCullough e il batterista Denny Seiwell che hanno lasciato il gruppo.


1971- Elton John registra "Tiny Dancer", che sarà poi pubblicata all'interno dell'album "Madman Across the Water".
La copertina di "Stand Up" dei Jethro Tull
1969- il secondo album dei Jethro Tull, "Stand Up", raggiunge la vetta della classifica UK.
1968 - i Beatles registrano "Mother Nature’s Son" che farà poi parte del "White Album".
1963 - sul canale televisivo inglese BBC TV debutta un nuovo show musicale dedicato al rock and roll, il suo nome è Ready! Steady! Go!.
1962 - il cantautore americano Robert Zimmerman cambia definitivamente e legalmente il suo nuoce diventando a tutti gli effetti Bob Dylan.